giovedì 22 febbraio 2007

Teatro scuola

Credo che la possibilità di avvicinare i ragazzi al teatro, facendoli assistere a qualche rappresentazione, o portandoli a toccare con mano il magico mondo della recitazione per vestire “i panni dell’altro”, abbia e soprattutto offra importanti e significative ricadute a livello motorio, linguistico e relazionale. Ritengo che questa attività, opportunamente inserita in ambito didattico sin dalla scuola primaria, si configuri come un ottimo strumento di crescita culturale, sociale ed affettiva. Il teatro permette di abbattere l’alto muro della timidezza, di una fragile e spesso insicura individualità, consentendo al singolo, compatibilmente con la sua disponibilità ad uscire allo scoperto, di farsi strumento di comunicazione a tutto tondo mettendo in gioco corpo, voce, mimica, gestualità, emozioni. Il teatro infatti ha una duplice dimensione: sociale ed estetica; possiede una serie d'obiettivi educativi e di finalità culturali, in quanto esperienza stimolante, sociale e socializzante (il teatro è socialità, scelta di stare insieme, conoscenza dell'altro e di sé) ed aiuta l'esercizio del giudizio, del ragionamento, affina lo spirito critico e stimola la sensibilità estetica. Inoltre, agendo sulle emozioni, tocca le corde più profonde della vita affettiva del soggetto, arricchisce gli strumenti linguistici, concorre alla formazione di una personalità armonica puntando sul divertimento.

Attraverso i laboratori teatrali svolti all'interno delle scuole sorgono
situazioni di gioco-lavoro-recitazione in cui l'educatore-conduttore ed i ragazzi conferiscono vita a figure ed oggetti svolgendo le attività in clima di:
- ampia motivazione;
- coinvolgimento/cooperazione;
- solidarietà;
- gioco;
- creatività e tolleranza;
- improvvisazione;

Partendo da spunti narrativi l'animazione può far scaturire esperienze recitative informali e spontanee, sollecitate dalla pura teatralità umana.Veri protagonisti dell'esperienza sono i processi di crescita e maturazione degli alunni, le funzioni mentali e linguistiche, relazionali ed emotive che la prestazione teatrale scatena. L'essenza dell'attività teatrale è da ricercare nel piacere, nella motivazione, nell'interesse dei bambini-ragazzi a fare teatro per il semplice piacere di farlo. Il mantenimento del piacere è l’obiettivo di ogni proposta scolastica, in quanto ingrediente essenziale per un apprendimento significativo e duraturo.
Praticare il teatro a scuola permette di scoprire talenti altrimenti inespressi e creare, inoltre, grande partecipazione cognitiva dell'intera classe grazie alla sua multimedialità: gesto, parola, suono, scena ecc.

Con questa esperienza si può anche avviare lo studente alla costruzione dell'interesse per la recitazione e per la letteratura. Nel fare teatro si libera la valenza espressiva del corpo oltre che quella della voce: infatti dalla presenza integrata di corpo-parola si conduce il bambino o l'adolescente a fare i conti col proprio spessore corporeo. Probabilmente, per la prima volta, si scopre che braccia e mani, viso e postura non sono teatralmente neutri ma possono impacciare o, al contrario, farsi padroni della scena. Per tutti l'attività teatrale è all'origine della scoperta della plasticità espressiva del corpo. Nel contesto l'individuo carica di più ricchi sensi il vissuto corporeo, ne scopre e favorisce dimensioni psicologiche.

Un'altra valenza educativa del teatro a scuola riguarda le dinamiche psicologiche coscienti ed inconsce dell'età evolutiva e cioè la funzione sociale, affettiva ed emozionale della personalità: si creano, infatti, forme comunicative di gruppo e stati di relazionalità generale. Si favorisce, quindi, la maturazione sociale, il rispetto delle regole, nonché la scoperta della libertà da stati di pudore, vergogna, paura. Doversi esibire scatena le reazioni più disparate, sul palco si sostengono esami reali perché non si può bluffare o nascondersi. Vi è inoltre un ruolo per tutti e questo può gratificare e consentire esperienze utili alla totalità della classe. Infine questa attività crea un approccio alternativo alla letteratura, molto più piacevole; come afferma Crispiani, esperto di teatro: "Il teatro si fa amare".
Ripropongo, ora, il suo decalogo della valenza educativa del teatro nella scuola:

1. Non ha ideologie
2. Tende al piacere
3. Attiva l'oralità
4. Motiva l'interesse per la narrativa e la drammaturgia
5. Aiuta lo sviluppo linguistico
6. Conduce ad una relazione autentica con il corpo
7. Corrisponde alla teatralità umana
8. Favorisce lo sviluppo sociale ed emozionale
9. Comporta utili esperienze psicologiche
10. Comporta esperienze culturali

Il percorso diventa un utile allenamento alla disponibilità verso gli altri, alla rinuncia di sé per mettersi in un atteggiamento di ascolto. È necessaria quindi una predisposizione alla ricerca, l'assenza di dogmi e regole rigide, la consapevolezza di affrontare un percorso ogni volta diverso perché diverse sono le persone che si incontrano nei laboratori: dai bambini, ai giovani, agli adulti. L'abitudine ad ascoltare, prima che proporre, è un preciso modo di stare sulla scena ed è, quindi, naturale che venga trasposto anche nella conduzione dei laboratori che sono, prima di tutto, luoghi di incontro e relazione umana. Negli ultimi anni ci si è resi conto, verificandolo nel concreto della vita scolastica, dell'importanza che questa predisposizione all'ascolto ricopre nel campo dell'educazione. Per gli educandi, ma soprattutto per gli educatori, è un bisogno che si avvertequotidianamente, nel confronto con gli insegnanti che si aprono al dialogo con gli attori.

Una delle carenze che si riscontrano con maggior frequenza nel comportamento di bambini e giovani è, attualmente, una sorta di incapacità nel prestare ascolto sia all'adulto sia al coetaneo. E' stato verificato che alcune tecniche di matrice teatrale aiutino a superare in modo non pedante ed astratto (tramite continui richiami, prediche e rimproveri), ma divertente e concreto (tramite giochi ed esperienze vissute) il limite egocentrico di percepire solo i propri bisogni, solo i propri interessi, di vedersi cioè come "centro dell'universo", per poter essere in grado di aprirsi agli altri, ai loro bisogni, interessi, punti di vista. Fine di molti laboratori e dell'attività teatrale in genere è, quindi, creare un'abitudine all'osservazione e all'ascolto di se stessi edegli interlocutori, per porre le basi di rapporti reciproci più rispettosi, coscienti e sinceri.

Avvicinarsi al teatro significa vivere insieme ad altri un'esperienza comunicativa intensa e stimolante dal punto di vista sia umano che culturale,
significa riappropriarsi del rapporto diretto lettore-uditore, grazie al reciproco piacere della lettura, alla base di tale percorso: piacere di chi legge, piacere di chi ascolta. Questo è, comunque, un processo delicato che riguarda la disponibilità ad aprirsi, a mettersi in gioco, a superare le paure e quindi a concentrarsi sull'essenziale della relazione umana; è un percorso per tappe, fatto di pazienza e gradualità, di attenzione e disponibilità. È una ricerca che si rinnova ad ogni incontro e che si nutre di un tempo "altro": non quello oggettivo, dei risultati misurabili statisticamente, ma il tempo personale ed imprevedibile dello sperimentarsi nelle emozioni e nelle relazioni, condotto dalle regole del gioco e del rispetto, dalla libertà e dall'immaginazione.

Il teatro ha, perciò, delle potenzialità educative straordinarie, in quanto costituisce un invito alla riflessione, recupera spazi di autonomia di pensiero così preziosi in una società di massa come la nostra che tende all'omologazione. Inoltre è luogo di crescita umana, momento di cultura e di vita indispensabile per valorizzare le potenzialità e risorse, anche nascoste, dei ragazzi. Il teatro possiede numerose qualità pedagogiche, tocca vari ambiti dello sviluppo del soggetto favorendo l'evolvere di capacità importanti nel suo percorso di crescita, per questo motivo mi auguro che un numero sempre maggiore di scuole si avvicini all'esperienza teatrale, la sperimenti e si renda conto degli enormi vantaggi di cui è portavoce.

1 commento:

Firiel ha detto...

Cara Alessandra...
Sono assolutamente d’accordo con te! Il teatro a scuola ha talmente tante ricadute positive che è difficile elencarle tutte. Prova ne è il fatto che oggi come oggi non esiste istituto, praticamente di ogni grado scolastico, che non abbia il suo bel progetto teatro (sia inteso come “fare teatro” sia come “andare a teatro”) o addirittura, per le scuole superiori, vere e proprie compagnie teatrali. Anch’io, novella insegnante super-Inesperta, dovrò quest’anno cimentarmi con la realizzazione di uno spettacolo teatrale. Speriamo bene, ma credo che comunque vada...sarà un successo formativo per i miei giovani “vandali”. Magari ti farò sapere.
Per ora, in bocca al lupo per il blog e per tutto il resto, ovviamente!
Cate